Teledurruti - Lezione di narrativa di Fulvio Abbate

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5 Risposte to “Teledurruti - Lezione di narrativa di Fulvio Abbate”

  1. alberto Says:

    Coloro che avrebbero potuto giocare a carte servendosi di quelle fiches che tu hai sottratto al loro gioco dove sono adesso? Davanti a quella scatola, che firmata da Pierre Cardin, avrebbe tranquillizzato i giocatori suggerendo loro che erano nel giusto e che solo pochi potevano fregiarsi di giocare con fiches Pierre Cardin, quali dialoghi si sarebbero potuti sentire se tu non le avessi tolte di mezzo per conservarle intatte a decretare la morte loro, delle fiches, ma anche ormai di quei giocatori potenziali.
    Gli oggetti parlano. Sono d’accordo e quelle fiches, vecchie, ma conservate nuove, fanno venire in mente un cadavere composto nella bara ben truccato si, ma morto.
    È Pierr Cardan, scritto come tu lo pronunci, ha smesso di firmare tutto. Rimangono le fiches il tuo famoso pigiama e quel suono, Cardan, così antipatico da diventare buffo. Nonostante i nostri sforzi inutili il mondo si auto seppellisce di secondo in secondo.

  2. alberto Says:

    … Se tu, Fulvio, riuscissi comunque a rintracciare tutti gli storditi, quelli che sono ancora vivi, che avrebbero potuto giocare con quelle fiches, stai tranquillo che voterebbero ancora Pierr Cavdan ancora oggi. Con quei caratteri tondeggianti con cui era scritto Pierre Cardin. Questo per capire come ancora oggi, c’è chi voterebbe quel nostro Pievv Cavdan. Ancora in molti vorrebbero giocare con quelle regole e soprattutto con quelle fiche.
    Ops dimenticavo la s. Fiches.
    Noi però abbiamo smesso di essere di sinistra e loro?
    Loro no. Ancora a pensare a quella scatola di fiches.

  3. alberto Says:

    Scusate se ho scritto troppo. Ora smetto. La batteria del telefono sta finendo e vado in acqua che ho caldo.

  4. alberto Says:

    Sono tornato e in acqua mi è venuta un’altra idea:
    Caro Abbate sono frequentato la scuola Holden dove insegna anche il mio scrittore preferito Alessandro Barricco.
    Lui si chiamerebbe Barricco poiché prima di diventare come e’, si è’ invecchiato in botti di rovere francese da 225 litri.
    Io vorrei ringraziare molto le sue parole perché alla scuola Holden non ci avevo capito una mazza e credevo che la scrittura era molto più facile.
    Ora ho capito che è’ difficile perché se non si ha niente da dire hai voglia che scrivere bene come faccio io. Quindi tutto sommato compro una macchina e faccio il tassista.
    Magari che dopo 40 anni di tassismo mi viene anche qualcosa da raccontare.

  5. duchamp Says:

    bah sarà, ma a me mi gli oggetti mi fanno orrore, a me !

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