This entry was posted
on Domenica, Settembre 13th, 2009 at 04:05 and is filed under Senza categoria.
You can follow any responses to this entry through the RSS 2.0 feed.
You can leave a response, or trackback from your own site.
2 Risposte to “Guido Ceronetti ovvero quando la cultura si rende detestabile”
È vero che il pessimismo aristocratico e quindi il conservatorismo di Ceronetti è a volte fastidioso.
Ma non condivido l’aggettivo “detestabile”, il termine “culturame” e non capisco perché non dovrebbe avere l’assegno-Bacchelli. Se si leggono i suoi libri si nota una cosa: una cultura sterminata frutto di letture che sembrano millenarie ed uno stile anni luce lontano dal piattume e dalla mediocrità del culturame. Certo, i suoi non sono prodotti “democratici” o “popolari”, i suoi libri sono ardui da leggere ma sono arricchenti. Ed è questo in realtà che infastidisce di Ceronetti anche a me che sono un lettore: è un fastidio frutto dell’invidia, un sentimento di inferiorità culturale (sapere anche il 10% delle cose che sa lui), ma che prende molte persone che si avvicinano ai suoi testi.
E comunque, il Giuliano de Marsanich quando si tratta del prosaico commercio mi diventa(va) più fastidioso e detestabile del Ceronetti…
Domenica, 13 Settembre 2009 alle 04:28
È vero che il pessimismo aristocratico e quindi il conservatorismo di Ceronetti è a volte fastidioso.
Ma non condivido l’aggettivo “detestabile”, il termine “culturame” e non capisco perché non dovrebbe avere l’assegno-Bacchelli. Se si leggono i suoi libri si nota una cosa: una cultura sterminata frutto di letture che sembrano millenarie ed uno stile anni luce lontano dal piattume e dalla mediocrità del culturame. Certo, i suoi non sono prodotti “democratici” o “popolari”, i suoi libri sono ardui da leggere ma sono arricchenti. Ed è questo in realtà che infastidisce di Ceronetti anche a me che sono un lettore: è un fastidio frutto dell’invidia, un sentimento di inferiorità culturale (sapere anche il 10% delle cose che sa lui), ma che prende molte persone che si avvicinano ai suoi testi.
E comunque, il Giuliano de Marsanich quando si tratta del prosaico commercio mi diventa(va) più fastidioso e detestabile del Ceronetti…
Domenica, 13 Settembre 2009 alle 07:42
Sei un grande