Guido Ceronetti ovvero quando la cultura si rende detestabile

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2 Risposte to “Guido Ceronetti ovvero quando la cultura si rende detestabile”

  1. Improduttivo Says:

    È vero che il pessimismo aristocratico e quindi il conservatorismo di Ceronetti è a volte fastidioso.
    Ma non condivido l’aggettivo “detestabile”, il termine “culturame” e non capisco perché non dovrebbe avere l’assegno-Bacchelli. Se si leggono i suoi libri si nota una cosa: una cultura sterminata frutto di letture che sembrano millenarie ed uno stile anni luce lontano dal piattume e dalla mediocrità del culturame. Certo, i suoi non sono prodotti “democratici” o “popolari”, i suoi libri sono ardui da leggere ma sono arricchenti. Ed è questo in realtà che infastidisce di Ceronetti anche a me che sono un lettore: è un fastidio frutto dell’invidia, un sentimento di inferiorità culturale (sapere anche il 10% delle cose che sa lui), ma che prende molte persone che si avvicinano ai suoi testi.

    E comunque, il Giuliano de Marsanich quando si tratta del prosaico commercio mi diventa(va) più fastidioso e detestabile del Ceronetti…

  2. Angelo Says:

    Sei un grande

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