Quando pensavamo eterni i nostri cari (Fulvio Abbate spiega al popolo il concetto di rêverie)

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4 Risposte to “Quando pensavamo eterni i nostri cari (Fulvio Abbate spiega al popolo il concetto di rêverie)”

  1. riccardo Says:

    Mi vorrei inculare la tua gatta: e se fossi zoofilo?

  2. Giggi Says:

    Grande Fulvio

  3. duchamp Says:

    ma grande cosa ?
    pathetic ! agganciato a ricordi stantii

    la vita è un coma e si sogna, un poco dell’uno e un poco dell’altro…ecco spiegata veramente la reverie.
    come ebbe a dire carmelo bene e parafrasandolo, è un bene lasciarla questa non vita.

    “para que tu mueras a la muerte” (tamerlano)

  4. Federicos Says:

    Vendi al più presto Teledurruti a Berlusconi, sii ottimista e previdente, pensa a tua figlia come tuo padre ha pensato a te!

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