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on Sabato, Novembre 7th, 2009 at 23:47 and is filed under Senza categoria.
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3 Risposte to “Teledurruti (bloc-notes) - L’invitto bassorilevo delle sanzioni al fascismo”
W Antonio Polito, w Concita De Gregorio, w Giuliano Ferrara. A desso speriamo che Padellaro completi l’opera così ce lo siamo tolto dai coglioni una volta per tutte!
L’eterna essenza fascista dell’amata itaGLia si rinnova di continuo, che siano le stragi di stato, il G8 di Genova, Aldrovandi, Cucchi o quant’altro, così come la mania di “grandezza imperiale”, che continua anche dopo la “finedel fascismo” (quale fine?) : torture italiane in Somalia (missione Ibis), bombardamenti “umanitari” della ex Jugoslavia (grazie “compagno”Baffino!), occupazione dell’Irak prima e dell’Afghanistan poi, con relativi massacri di civili, continuazione dell’occupazione del Sud-Tirolo (traduzione a seguire) dove, per inciso, cominciarono gli “allenamenti” degli apparati di stato per la strategia della tensione
————————————————— Autodeterminazione, libertà per il Sud-Tirolo
Per secoli il Tirolo è stato un Paese unito. Fino a quando nel 1915 l’Italia dichiarò guerra all’Austria e in seguito annetté il Sud-Tirolo. Ciò che ne seguì furono sofferenza, oppressione e violenza. Il Paese venne italianizzato senza pietà e la popolazione venne repressa. I cittadini di lingua tedesca dovettero andare via. Oppressione, opzione, nuovi nomi italiani delle località furono inventati. Ad oggi i nomi storici delle località non sono validi amministrativamente. Vennero eretti innumerevoli monumenti fascisti, sono sempre là!
Ad oggi l’Italia si rifiuta di rimuovere questi marchi di infamia. Dopo la 2a guerra mondiale i Sud-Tirolesi speravano nella Giustizia, tuttavia la speranza andò delusa. Il Sud-Tirolo tornò all’Italia. La repressione proseguì. La polizia terrorizzò la popolazione. Venne nuovamente reso omaggio al fascismo, i motti recitavano: „Siamo in Italia“. L’Italia incoraggiò nuovamente l’immigrazione di italiani. Il Sud-Tirolo si ritrovò in una marcia funebre. Quando tutti gli altri mezzi non furono più utili a niente, il popolo fece ricorso all’ultimo mezzo: la Resistenza. La risposta italiana fu spietata.
Molti giovani furono arrestati e torturati spietatamente nelle caserme dei carabinieri. Le vittime furono portate via in catene. I poliziotti torturatori furono promossi. E oggi? Ancor oggi molti dei combattenti per la libertà non possono rientrare nel Sud-Tirolo. Le locandine dei ricercati valgono ancor oggi. Molti italiani rendono ancora omaggio al fascismo. Il Sud-Tirolo deve farsi nuovamente umiliare. Si sputa addosso a chi dimostra in Sudtirolo contro il fascismo … lo si insulta e lo si minaccia. Violazioni del bilinguismo sono all’ordine del giorno. Il Tirolo è ancora un Paese diviso. Tuttavia nessuna ingiustizia dura per sempre. Anche la Germania è stata di nuovo riunificata. Insieme possiamo spezzare le catene. Non si può separare per sempre ciò che deve stare insieme.
Nessun Paese può negarci indefinitamente il diritto all’autodeterminazione; noi stessi dobbiamo avere il coraggio di richiederlo; ognuno di noi è una piccola fiamma, ma insieme siamo un grande fuoco che ci mostrerà la strada per la libertà della nostra Patria Tirolo: Libertà per il Sud-Tirolo
Domenica, 8 Novembre 2009 alle 04:20
W Antonio Polito, w Concita De Gregorio, w Giuliano Ferrara. A desso speriamo che Padellaro completi l’opera così ce lo siamo tolto dai coglioni una volta per tutte!
Domenica, 8 Novembre 2009 alle 06:39
L’eterna essenza fascista dell’amata itaGLia si rinnova di continuo, che siano le stragi di stato, il G8 di Genova, Aldrovandi, Cucchi o quant’altro, così come la mania di “grandezza imperiale”, che continua anche dopo la “finedel fascismo” (quale fine?) : torture italiane in Somalia (missione Ibis), bombardamenti “umanitari” della ex Jugoslavia (grazie “compagno”Baffino!), occupazione dell’Irak prima e dell’Afghanistan poi, con relativi massacri di civili, continuazione dell’occupazione del Sud-Tirolo (traduzione a seguire) dove, per inciso, cominciarono gli “allenamenti” degli apparati di stato per la strategia della tensione
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Autodeterminazione, libertà per il Sud-Tirolo
Per secoli il Tirolo è stato un Paese unito. Fino a quando nel 1915 l’Italia dichiarò guerra all’Austria e in seguito annetté il Sud-Tirolo. Ciò che ne seguì furono sofferenza, oppressione e violenza. Il Paese venne italianizzato senza pietà e la popolazione venne repressa. I cittadini di lingua tedesca dovettero andare via. Oppressione, opzione, nuovi nomi italiani delle località furono inventati. Ad oggi i nomi storici delle località non sono validi amministrativamente. Vennero eretti innumerevoli monumenti fascisti, sono sempre là!
Ad oggi l’Italia si rifiuta di rimuovere questi marchi di infamia. Dopo la 2a guerra mondiale i Sud-Tirolesi speravano nella Giustizia, tuttavia la speranza andò delusa. Il Sud-Tirolo tornò all’Italia. La repressione proseguì. La polizia terrorizzò la popolazione. Venne nuovamente reso omaggio al fascismo, i motti recitavano: „Siamo in Italia“. L’Italia incoraggiò nuovamente l’immigrazione di italiani. Il Sud-Tirolo si ritrovò in una marcia funebre. Quando tutti gli altri mezzi non furono più utili a niente, il popolo fece ricorso all’ultimo mezzo: la Resistenza. La risposta italiana fu spietata.
Franz Höfler torturato a morte dall’Italia
Luis Amplatz assassinato dall’Italia
Anton Gostner torturato a morte dall’Italia
Jörg Klotz avrebbe dovuto essere assassinato dall’Italia, fuggì gravemente ferito
Molti giovani furono arrestati e torturati spietatamente nelle caserme dei carabinieri. Le vittime furono portate via in catene. I poliziotti torturatori furono promossi. E oggi? Ancor oggi molti dei combattenti per la libertà non possono rientrare nel Sud-Tirolo. Le locandine dei ricercati valgono ancor oggi. Molti italiani rendono ancora omaggio al fascismo. Il Sud-Tirolo deve farsi nuovamente umiliare. Si sputa addosso a chi dimostra in Sudtirolo contro il fascismo … lo si insulta e lo si minaccia. Violazioni del bilinguismo sono all’ordine del giorno. Il Tirolo è ancora un Paese diviso. Tuttavia nessuna ingiustizia dura per sempre. Anche la Germania è stata di nuovo riunificata. Insieme possiamo spezzare le catene. Non si può separare per sempre ciò che deve stare insieme.
Nessun Paese può negarci indefinitamente il diritto all’autodeterminazione; noi stessi dobbiamo avere il coraggio di richiederlo; ognuno di noi è una piccola fiamma, ma insieme siamo un grande fuoco che ci mostrerà la strada per la libertà della nostra Patria Tirolo: Libertà per il Sud-Tirolo
Domenica, 8 Novembre 2009 alle 07:51
Quelli erano bei tempi…