Teledurruti - La morte per oggi almeno mi fa meno paura (riflettendo sugli oggetti, la malattia silenziosa del tempo e la misteriosa fine del comunista Pietro Secchia)

tag:, , , , , , , , , , , , ,

5 Risposte to “Teledurruti - La morte per oggi almeno mi fa meno paura (riflettendo sugli oggetti, la malattia silenziosa del tempo e la misteriosa fine del comunista Pietro Secchia)”

  1. duchamp Says:

    sei penoso nelle tue esternazioni …
    guardati carmelo bene sulla morte, e rigetta quei dannati oggetti consolatori, che non hanno nessun valore !
    (madre compresa)

    http://www.youtube.com/watch?v=i77SdtWnCMU

  2. ninosk Says:

    a duchampe de sto cazzo meriti una replica solo perchè hai citato carmelo bene. Se non ti piace teledurruti mica sei obbligato a guardarla, per altro commentando in maniera così poco elegante. Sicuramente non sei neanche stupido, solo confuso. La stupidità arriverà solo quando troverai te stesso. Polletto. (ah, è inutile che replichi, con te ho già perso troppo tempo). Ciao (dal veneziano xiao, schiavo).

  3. scemodeguerasenzapensione Says:

    A me Carmelobene e’ sempre stato sul cazzo….
    lo so che non frega niente a nessuno lo so lo so.
    Dare a Fulvio Abbate del penoso è indecente.
    Ma il veneziano si legge come il cinese?

  4. duchamp Says:

    senti sior todaro brontolon, o arlecchino servitore di un padrone solo in questo caso, sentimi bene:
    io ho espresso un commento, vivvaiddio !
    ancora con sta storia che se non piace una cosa, uno non deve guardarla.
    e se io volessi schifarmi all’inverosimile ?
    e ancora, non vedo dove non vi sia l’ineleganza nel mio commento.
    per dio, ho solo scritto sei penoso
    (aggettivo - che procura pena, fatica, disagio: es. lavoro penoso, malattia lunga e penosa, pietoso, compassionevole).

    l’abbate è penoso, ma veramente. mi fa pena guardarlo li, che si arrabatta con oggetti della memoria…la memoria … ma quale memoria ? di quali oggetti vogliamo parlare ? un oggetto non fa altro che rievocare se stesso e nulla più.
    è la mente che rievoca caso mai, non l’oggetto.
    la mente, il nevrasse … noi s’è fetenti
    e in quanto tali, siamo presi da fasciame di impressioni che non sono reali, non hanno consistenza.
    Ma se la liberazione del non se, passa attraverso il rigetto di tutto ciò che sembra reale e non lo è, come può non apparire penoso chi invece si arrocca su posizioni regressive e fetide (da feto) come lui ?

    questo è tutto e va in mona !
    (da un veronese de soca come mi)

  5. spazzolone Says:

    Duchamp se ti do il mio indirizzo me lo mandi un pandoro dada?

Lascia un Commento