This entry was posted
on Lunedì, Dicembre 7th, 2009 at 03:32 and is filed under Senza categoria.
You can follow any responses to this entry through the RSS 2.0 feed.
You can leave a response, or trackback from your own site.
3 Risposte to “Teledurruti (bloc-notes) - L’acquisto dell’albero di Natale”
caro fulvio con qquesto video mi hai fatto viaggiare col ricordo anche a dimensioni che non sono mai esistite ma che in quelche modo “ricordo”
Questo filmino, in ogni particolare, è un “opera d’arte” ma non tanto per dire.
E’ stata anche la mia piazzetta quotidiana nel periodo dopo liceo e prima d’impiego, dal ‘76 al ‘79 (e luogo vissuto per almeno un’altra decina d’anni, ma non più quotidianamente) Limbo trascorso in pomeriggi da vitellone di cricca a spasso o stravaccata, più che altro temporeggiando appresso a musiche e fumetti e giornali e racconti e storielle e culi, supplì e babà e caffè e cornetto, con le immancabili sigarette a cazzeggiare fumanti, chiacchierando per notti intere, facente perno la casa di uno lì nei ronzoni pressi.
Non è affatto piccola la mia città che nell’arco di cinquant’anni ho finora percorso, ma com’era piccolo ed accogliente il mondo nel quale trovavo rifugio, quando ero giovane e con una stramba cognizione del tempo che avevo alle spalle e di quello che avevo di fronte. Rifluendomi nel lessico e nell’aria di quel tempo: col superotto attè t’è presa la giapponesite de brutto.
(tutta invida, io rimasto al doppio otto col caricamento tipo sveglia)
Eri partito con un’inquadratura stretta sulla tua famiglia, ti sei fermato e hai fatto entrare in campo la mendicante che al tuo passaggio ti ha rivolto il consueto appellativo “signire…”. Ma tu niente, e hai iniziato con la splendida poesia visiva toponomastica.
Indifferenza o estremo rispetto per quella donna?
La tensione ambigua di quell’istante serpeggerà fino alla fine del video. Straziante.
Lunedì, 7 Dicembre 2009 alle 04:33
caro fulvio con qquesto video mi hai fatto viaggiare col ricordo anche a dimensioni che non sono mai esistite ma che in quelche modo “ricordo”
Questo filmino, in ogni particolare, è un “opera d’arte” ma non tanto per dire.
Lunedì, 7 Dicembre 2009 alle 05:23
E’ stata anche la mia piazzetta quotidiana nel periodo dopo liceo e prima d’impiego, dal ‘76 al ‘79 (e luogo vissuto per almeno un’altra decina d’anni, ma non più quotidianamente) Limbo trascorso in pomeriggi da vitellone di cricca a spasso o stravaccata, più che altro temporeggiando appresso a musiche e fumetti e giornali e racconti e storielle e culi, supplì e babà e caffè e cornetto, con le immancabili sigarette a cazzeggiare fumanti, chiacchierando per notti intere, facente perno la casa di uno lì nei ronzoni pressi.
Non è affatto piccola la mia città che nell’arco di cinquant’anni ho finora percorso, ma com’era piccolo ed accogliente il mondo nel quale trovavo rifugio, quando ero giovane e con una stramba cognizione del tempo che avevo alle spalle e di quello che avevo di fronte. Rifluendomi nel lessico e nell’aria di quel tempo: col superotto attè t’è presa la giapponesite de brutto.
(tutta invida, io rimasto al doppio otto col caricamento tipo sveglia)
Martedì, 8 Dicembre 2009 alle 02:17
Eri partito con un’inquadratura stretta sulla tua famiglia, ti sei fermato e hai fatto entrare in campo la mendicante che al tuo passaggio ti ha rivolto il consueto appellativo “signire…”. Ma tu niente, e hai iniziato con la splendida poesia visiva toponomastica.
Indifferenza o estremo rispetto per quella donna?
La tensione ambigua di quell’istante serpeggerà fino alla fine del video. Straziante.