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on Venerdì, Dicembre 11th, 2009 at 13:13 and is filed under Senza categoria.
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2 Risposte to “Teledurruti - Piazza Fontana, il Tg1 tace sulla strage di Stato. Vergogna, Minzolini!”
Direi che così Minzolini si candida a pieno titolo per il premio “Durruti”!
Il problema è che oggi si è quasi del tutto estinta la razza degli intellettuali, ed è stata sostituita da giornalisti più o meno asserviti. Si tratta forse di una nuova sorta di “mutazione antropologica”?
Ma perché, anche a sinistra, oggi la figura dell’intellettuale o dell’”uomo cannone” deve essere soppiantata da figure come i giornalisti, ad esempio Travaglio, ritenute degne di maggiore credito? Si tratta di persone di tutto rispetto, per carità, ma che si limitano, si devono limitare, come spetta al loro mestiere, a fatti quantificabili e documentariamente verificabili. Mi viene in mente una puntata di “Teledurruti” di qualche mese fa in cui si obiettava a Fulvio Abbate di suffragare le sue parole con dati alla mano… Ma che fine ha fatto la possibilità di andare oltre il dato fenomenico, giungendo direttamente al cuore delle cose? Chi oggi ha la capacità di giungere a una perfetta sintesi di avvenimenti diversi, lontani nel tempo e nello spazio, per restituire una narrazione, una spiegazione del presente? Chi oggi ha la possibilità di dire con il Pasolini corsaro: “Io so. Ma non ho le prove. Non ho nemmeno indizi. / Io so perché sono un intellettuale, uno scrittore, che cerca di seguire tutto cciò che succede, di conoscere tutto ciò che se ne scrive, di immaginare tutto ciò che non si sa o che si tace […]”? Perché questa medesima frase è stata fatta propria da un movimento come quello di Grillo che con la sinistra ha poco o niente a che vedere? Perché la sinistra ha abbandonato gli intellettuali?
Sabato, 12 Dicembre 2009 alle 08:03
Direi che così Minzolini si candida a pieno titolo per il premio “Durruti”!
Il problema è che oggi si è quasi del tutto estinta la razza degli intellettuali, ed è stata sostituita da giornalisti più o meno asserviti. Si tratta forse di una nuova sorta di “mutazione antropologica”?
Ma perché, anche a sinistra, oggi la figura dell’intellettuale o dell’”uomo cannone” deve essere soppiantata da figure come i giornalisti, ad esempio Travaglio, ritenute degne di maggiore credito? Si tratta di persone di tutto rispetto, per carità, ma che si limitano, si devono limitare, come spetta al loro mestiere, a fatti quantificabili e documentariamente verificabili. Mi viene in mente una puntata di “Teledurruti” di qualche mese fa in cui si obiettava a Fulvio Abbate di suffragare le sue parole con dati alla mano… Ma che fine ha fatto la possibilità di andare oltre il dato fenomenico, giungendo direttamente al cuore delle cose? Chi oggi ha la capacità di giungere a una perfetta sintesi di avvenimenti diversi, lontani nel tempo e nello spazio, per restituire una narrazione, una spiegazione del presente? Chi oggi ha la possibilità di dire con il Pasolini corsaro: “Io so. Ma non ho le prove. Non ho nemmeno indizi. / Io so perché sono un intellettuale, uno scrittore, che cerca di seguire tutto cciò che succede, di conoscere tutto ciò che se ne scrive, di immaginare tutto ciò che non si sa o che si tace […]”? Perché questa medesima frase è stata fatta propria da un movimento come quello di Grillo che con la sinistra ha poco o niente a che vedere? Perché la sinistra ha abbandonato gli intellettuali?
Meno male che c’è sempre “Teledurruti”!
Lunedì, 14 Dicembre 2009 alle 00:56
Inutile, totalmente inutile, trovare quello che cerchi in un telegiornale, e segnatamente il Tg1.