Teledurruti - Fulvio Abbate, un discorso per la fine d’anno

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5 Risposte to “Teledurruti - Fulvio Abbate, un discorso per la fine d’anno”

  1. gipat Says:

    commovente, e non sto scherzando. auguri a tutti

  2. uno che passa Says:

    Ci siamo goduti il tuo discorso a pochi minuti dal passaggio di fine anno, auguri Fulvio e grazie.

  3. roberto Says:

    grazie Fulvio, sei un grande! auguri anche a te.

  4. Enrico Says:

    Ciao, Fulvio, e tanti auguri anche a te.
    Penso che oltre a quella di Pasolini, di voci ne manchino anche altre. Le tue parole e la citazione ricordavano molto la retorica del mondo offeso di “Conversazione in Sicilia” di Elio Vittorini. Soprattutto il riferimento al “dovere della rabbia, della rivolta” richiamava l’appello ai “nuovi doveri” introdotti dal Gran Lombardo.
    Già. Gli anni della guerra di Spagna e noi. Gli anni in cui il fascismo mostrava il suo vero volto reazionario anche agli intellettuali che in un primo momento vi avevano sperato di scorgere un momento di svolta nella storia, e noi. Malgrado i settant’anni passati, non molto è cambiato. Speranza per il 2010? Per ora la “quiete nella non-speranza” delle grandi riforme!

  5. Mario Says:

    Una poesia per gli amici di Teledurruti e per te Fulvio

    http://www.youtube.com/watch?v=86_tlA9maA0&feature=related

    Auld Lang Syne (Robert Burns)

    Should auld acquaintance be forgot,
    and never brought to mind ?
    Should auld acquaintance be forgot,
    and auld lang syne ?

    For auld lang syne, my jo,
    for auld lang syne,
    we’ll tak a cup o’ kindness yet,
    for auld lang syne.

    And surely ye’ll be your pint-stowp !
    and surely I’ll be mine !
    And we’ll tak a cup o’ kindness yet,
    for auld lang syne.

    We twa hae run about the braes,
    and pu’d the gowans fine ;
    But we’ve wander’d mony a weary foot,
    sin auld lang syne.

    We twa hae paidl’d i’ the burn,
    frae morning sun till dine ;
    But seas between us braid hae roar’d
    sin auld lang syne.

    And there’s a hand, my trusty fiere !
    and gie’s a hand o’ thine !
    And we’ll tak a right gude-willy waught,
    for auld lang syne.

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